Microbiota e ormoni: il ruolo dell’estroboloma nella fertilità
In questo articolo

Molte donne sentono parlare di microbiota intestinale, magari in relazione alla digestione, al gonfiore o al sistema immunitario. Poche invece conoscono l’estroboloma, una parte molto speciale del nostro microbiota che gioca un ruolo centrale nella salute ormonale femminile.
Se soffri di mestruazioni dolorose, irregolarità del ciclo, endometriosi, sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) o difficoltà di concepimento, capire cos’è l’estroboloma può aiutarti a fare chiarezza. Non si tratta di un termine da laboratorio, ma di un vero ponte invisibile tra intestino e ormoni femminili.
In questo articolo vedremo cos’è, come funziona, perché può influenzare patologie come endometriosi e PCOS, e soprattutto quali strategie naturali puoi adottare per mantenerlo in equilibrio.
Cos’è l’estroboloma e perché è così importante?
Il microbiota intestinale è l’insieme dei miliardi di batteri che popolano il nostro intestino. Questi microrganismi influenzano la digestione, l’immunità, l’infiammazione e persino l’umore. All’interno del microbiota, un gruppo specifico di batteri forma quello che chiamiamo estroboloma.
L’estroboloma è la parte del microbiota capace di metabolizzare gli estrogeni attraverso un enzima chiamato beta-glucuronidasi.
Questo enzima “riattiva” gli estrogeni, rendendoli nuovamente disponibili per il corpo.
👉 In poche parole, l’estroboloma decide quanti estrogeni attivi circolano nel sangue.
E gli estrogeni non servono solo al ciclo mestruale:
- regolano la fertilità e l’ovulazione,
- proteggono la salute delle ossa e del cuore,
- influenzano il metabolismo,
- sostengono l’umore e le funzioni cognitive.
Quando l’estroboloma funziona bene, i livelli di estrogeni restano equilibrati.
Quando è alterato, può portare a un eccesso di estrogeni (iperestrogenismo) o a una loro carenza (ipoestrogenismo), con conseguenze sulla salute generale e riproduttiva.
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Estroboloma ed equilibrio ormonale: il ruolo degli estrogeni
Gli estrogeni sono prodotti principalmente nelle ovaie, ma anche nelle ghiandole surrenali e nel tessuto adiposo.
Nel sangue, la maggior parte rimane inattiva perché legata a proteine (come la SHBG – globulina legante gli ormoni sessuali). Solo quando sono liberi possono legarsi ai recettori cellulari e agire.
Ecco il punto cruciale: l’estroboloma, con la sua attività, regola proprio questa disponibilità di estrogeni.
Se l’estroboloma è in equilibrio:
✅ i livelli ormonali sono bilanciati
✅ il ciclo mestruale è regolare
✅ l’ovulazione avviene correttamente
✅ l’ambiente vaginale è acido e protettivo, grazie ai lattobacilli
Se l’estroboloma è alterato (disbiosi):
❌ aumenta l’infiammazione
❌ il pH vaginale si alza
❌ diminuiscono i lattobacilli protettivi
❌ compaiono disturbi mestruali e problemi di fertilità
Estroboloma e patologie ginecologiche
Un microbiota alterato (disbiosi) non influenza solo l’intestino, ma può riflettersi anche sugli ormoni. Studi recenti hanno collegato un estroboloma sbilanciato a diverse condizioni femminili, tra cui endometriosi e PCOS.
Endometriosi e iperestrogenismo
Nell’endometriosi, il tessuto endometriale cresce fuori dall’utero, alimentato proprio dagli estrogeni.
Un estroboloma alterato produce troppa beta-glucuronidasi, aumentando gli estrogeni liberi e attivi.
Risultato?
- Maggiore infiammazione.
- Dolore pelvico più intenso.
- Sintomi più difficili da gestire.
Non solo: le donne con endometriosi spesso presentano disbiosi anche a livello vaginale ed endometriale, con meno lattobacilli e più batteri patogeni. Questo squilibrio peggiora ulteriormente i sintomi.
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PCOS e squilibri androgenici
La sindrome dell’ovaio policistico è caratterizzata da aumento degli ormoni maschili (androgeni), cicli irregolari e anovulazione.
Nella PCOS, un estroboloma indebolito non riesce a bilanciare bene estrogeni e androgeni.
- L’insulino-resistenza stimola la produzione di testosterone.
- La riduzione della SHBG lascia più testosterone libero.
- I follicoli non maturano e l’ovulazione non avviene.
Un circolo vizioso che può aggravare infertilità, acne, irsutismo e aumento di peso.
Fattori che alterano l’estroboloma
L’estroboloma è molto sensibile a ciò che facciamo ogni giorno. Alcuni fattori lo indeboliscono in modo diretto:
- Alimentazione povera di fibre e ricca di zuccheri raffinati, grassi saturi e cibi ultra-processati.
- Alcol in eccesso, che aumenta la permeabilità intestinale e l’infiammazione sistemica.
- Farmaci come antibiotici, antiacidi o antinfiammatori, che modificano la flora intestinale.
- Disregolatori endocrini (pesticidi, plastica, bisfenolo A, ftalati).
- Stress cronico e mancanza di sonno, che alterano l’asse intestino–cervello.
Tutti questi elementi contribuiscono a ridurre la biodiversità del microbiota e a far perdere all’estroboloma la sua capacità di regolare gli estrogeni.
Come sostenere l’estroboloma con l’alimentazione
Fibre e verdure
Le fibre prebiotiche nutrono i batteri buoni. Le troviamo in:- verdure a foglia verde, broccoli, cavoli (crucifere, ottime anche per il fegato),
- legumi,
- cereali integrali,
- semi di lino.
Fitoestrogeni
Sono sostanze vegetali che imitano debolmente l’azione degli estrogeni, aiutando a riequilibrare i livelli ormonali. Alimenti ricchi di fitoestrogeni:- semi di lino,
- soia (tofu, tempeh, edamame),
- legumi,
- cereali integrali.
Cibi fermentati
Introdurre alimenti probiotici naturali, se ben tollerati:- yogurt bianco senza zuccheri,
- kefir,
- crauti,
- kimchi.
Cibi da limitare o evitare
- zuccheri raffinati e dolci industriali,
- alcol in eccesso,
- carni processate e grassi saturi,
Probiotici e integrazione mirata
Se la sola alimentazione non basta, può essere utile l’integrazione. Ovviamente deve essere personalizzata e seguita da un professionista.
- Probiotici specifici: Lactobacillus (crispatus, reuteri, rhamnosus, plantarum) e Bifidobacterium longum → aiutano a riequilibrare l’estroboloma.
- Inositoli (myo-inositolo e d-chiro-inositolo): migliorano la sensibilità insulinica e supportano la fertilità nelle donne con PCOS.
Vitamina D, vitamine del gruppo B, zinco e magnesio: fondamentali per il metabolismo ormonale.
Stile di vita e benessere dell’estroboloma
Non è solo questione di cibo. L’estroboloma risente anche di:
- Sonno regolare e di qualità, che sostiene l’asse intestino–cervello.
- Attività fisica moderata e costante, utile per ridurre l’infiammazione e aumentare la diversità del microbiota.
- Gestione dello stress, con yoga, meditazione o respirazione consapevole.
Ogni piccola abitudine contribuisce a creare un terreno favorevole al nostro benessere ormonale.
Estroboloma e fertilità: un alleato nascosto
Per molte donne che cercano una gravidanza, l’estroboloma può fare la differenza.
Un microbiota in equilibrio:
- regola i livelli estrogenici,
- favorisce ovulazioni regolari,
- protegge il microambiente vaginale,
- riduce l’infiammazione,
- sostiene la salute dell’endometrio, rendendolo più ricettivo all’impianto.
In questo senso, prendersi cura dell’intestino non è solo una questione digestiva, ma un vero atto di cura per la fertilità.

Ascoltare l’intestino per ascoltare gli ormoni
L’estroboloma è ancora poco conosciuto, ma sta rivoluzionando il modo in cui vediamo la salute femminile.
È il ponte invisibile tra intestino, estrogeni e fertilità.
Un estroboloma in equilibrio aiuta a:
- ridurre il dolore dell’endometriosi,
- gestire meglio la PCOS,
- migliorare la fertilità,
- proteggere cuore, ossa e cervello.
Prendersene cura significa scegliere una dieta ricca di fibre e probiotici, limitare cibi e sostanze che alterano il microbiota, e adottare uno stile di vita che riduca stress e infiammazione.
Non si tratta di una “cura magica”, ma di un approccio integrato che unisce scienza, nutrizione e consapevolezza. Un percorso che può cambiare davvero il rapporto con il proprio corpo e la propria salute.
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