Endometriosi causata da batteri? Cosa dice la scienza?

In questo articolo indaghiamo le ultime ricerche scientifiche sul tema dell'endometriosi e di cosa si è parlato al Congresso “Endometriosis and Reproduction”? dell'8-9 Giugno 2023, Policlinico di Bari

Di cosa parla questo articolo?

In occasione dell’ultimo congresso tenutosi presso il Policlinico di Bari, organizzato e mediato dal prof. Cicinelli (Professore Ordinario di Ginecologia e Ostetricia all’Università di Bari, Direttore Unità operative complesse di Ginecologia e Ostetricia), i maggiori esperti dell’ambito medico sono giunti a Bari per parlare delle ultime novità in ambito ginecologico, dall’eziopatogenesi della patologia endometriosica, all’intervento chirurgico. 

In questo articolo vi racconteremo gli interventi relativi al Panel “Eziopatogenesi” svoltosi durante il Congresso, che più di tutti hanno apportato nuove informazioni ed evidenze al tema trattato a livello scientifico.

Gli attivi nutraceutici che coadiuvano l’eziopatogenesi dell’endometriosi: Prof.ssa Filomena Corbo

Il primo intervento è stato quello della Professoressa Filomena Corbo, Responsabile del gruppo di ricerca in nutraceutica e chimica degli alimenti presso il Dipartimento di Farmacia-Scienze del Farmaco dell’Università di Bari. 

La professoressa Corbo, non è un volto nuovo di sestre infatti è  anche Responsabile del Comitato Scientifico di Sestre. Durante il suo intervento si è valutato l’utilizzo della nutraceutica come valida alternativa al trattamento dell’endometriosi. 

Ha analizzato tutti quelli che sono gli attivi Nutraceutici che agiscono sui meccanismi d’azione coinvolti nell’eziopatogenesi della malattia tra questi L-Acetil-Cisteina, il Resveratrolo, la vitamina D, il ferro, e la Crisina da propoli.

Questi attivi, come esposto durante l’intervento, agiscono sulla malattia su diversi livelli: dall’infiammazione alla gestione del dolore.

È proprio a partire da questi studi effettuati con il nostro Comitato Scientifico che nasce Endocure, l’integratore nutraceutico Sestre formulato per coadiuvare patologie come l’endometriosi.

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Predisposizione genetica all’endometriosi? L’intervento della Dott.ssa Casalechietriosi

A seguire c’è stato l’intervento della Dott.ssa Maira Casalechi, la quale ha affrontato il tema dell’endometriosi partendo da genetica ed epigenetica. Ha evidenziato come i recenti studi in ambito genetico abbiano dimostrato una predisposizione all’endometriosi.

Questi studi sono ancora in fase embrionale e non si sa ancora molto. Tuttavia sono sempre di più le aree di ricerca simili che si stanno muovendo in tal senso. 

Microbioma ed Endometriosi: quale relazione? Intervento della Dott.ssa Leoni

Il terzo intervento è stato della ricercatrice Claudia Leoni che ha esposto circa il ruolo del microbioma nella patologia dell’endometriosi portando al congresso l’ultimo studio scientifico condotto dal suo gruppo di ricerca presso il CNR.  

In occasione dello studio clinico sono state analizzate la cavità endometriale e la cavità vaginale su 14 pazienti.

Seppure sia uno studio preliminare, questo è risultato utile a capire come il microbiota presente nella cavità endometriale sia presente in seguito alla contaminazione dal microbioma vaginale o da dipartimenti adiacenti. Le principali Phila presenti sono Firmicutes.  

Alimentazione ed endometriosi: intervento della Dott.ssa Gadaleta

Il primo panel dedicato all’eziopatogenesi si è concluso con l’intervento della ricercatrice Raffaella Gadaleta. L’intervento, incentrato sull’alimentazione ed endometriosi, ha affrontato il tema partendo da come l’endometriosi si mascheri spesso da IBS (Sindrome dell’intestino irritabile).

La dott.ssa durante il suo intervento, ha evidenziato come i fruttani presenti nella nostra dieta, siano i principali responsabili dell’infiammazione, condizione caratterizzante nelle donne endometriosiche.

Uno studio clinico condotto su alcune donne ha dimostrato che l’aderenza a uno stile alimentare tipico Mediterraneo può portare una riduzione del dolore premestruale e della dismenorrea. 

Endometriosi dovuta ad un batterio?

La notizia che, però, più di tutte ha catturato la nostra attenzione arriva dall’Università di Nagoya, dal gruppo di ricercatori guidato dal Professor Yutaka Kondo e dalla dottoressa Ayako Muraoka. 

La loro ricerca ha  portato alla luce un possibile collegamento tra l’endometriosi e un’infezione batterica.

Nello specifico, gli studiosi hanno scoperto la presenza del batterio Fusobacterium nell’endometrio e nelle lesioni endometriali di oltre il 50% delle donne affette da endometriosi, mentre soltanto il 7% dei soggetti di controllo sani (quindi senza diagnosi di Endometriosi) risultava positivo alla presenza del batterio. Questa scoperta ha sollevato l’interessante ipotesi che l’infezione da Fusobacterium possa svolgere un ruolo significativo nello sviluppo dell’endometriosi.

Per approfondire questa teoria, i ricercatori hanno utilizzato un modello animale di endometriosi. Sono stati inoculati i batteri Fusobacterium e si è osservato un aumento sia nel numero che nel peso delle lesioni endometriosiche. Un’altra prova a sostegno di questa ipotesi è stata fornita attraverso l’utilizzo di antibiotici come il metronidazolo e il cloramfenicolo, che sono risultati efficaci nel ridurre le dimensioni delle lesioni endometriosiche.

Questi risultati sono di grande importanza, in quanto suggeriscono che l’infezione da Fusobacterium potrebbe avere un ruolo attivo nella patogenesi dell’endometriosi. Inoltre, evidenziano la possibilità di considerare terapie antibiotiche mirate per contrastare l’infezione endometriale e ridurre così la gravità della malattia.

Per lo studio scientifico: https://www.science.org/doi/10.1126/scitranslmed.add1531?url_ver=Z39.88-2003&rfr_id=ori:rid:crossref.org&rfr_dat=cr_pub%20%200pubmed

Il batterio Fusobacterium: che cos’è?

Fusobacterium è un genere di batteri gram-negativi anaerobi, che si presenta sotto forma di bacilli lunghi e sottili. Questi batteri sono normalmente presenti nell’ambiente orale, ma possono anche essere trovati in altre parti del corpo, come il tratto gastrointestinale e il tratto genitale femminile.

Il ruolo organizzativo di Fusobacterium nucleatum nei biofilm orali.

Nei biofilm orali (pannello sinistro) il Fusobacterium nucleatum funziona come un organismo ponte che aderisce prima ai primi colonizzatori della superficie dentale come Streptococcus spp. 

Una volta aderito al biofilm in via di sviluppo, F. nucleatum si aggrega con i colonizzatori secondari come P. gingivalis utilizzando le adesine fusobatteriche RadD, Fap2 e FomA. RadD media ulteriori interazioni tra F. nucleatum e Actinomyces naeslundii7 e tra F. nucleatum e il fungo Candida albicans8. 

da

 Nat Rev Microbiol. 2019 Mar;17(3):156-166. doi: 10.1038/s41579-018-0129-6.

Fusobacterium nucleatum – symbiont, opportunist and oncobacterium – Caitlin A Brennan

Si ritiene che l’infezione da Fusobacterium possa innescare una risposta infiammatoria nell’endometrio, che a sua volta potrebbe contribuire alla formazione delle lesioni endometriosiche. Questo batterio potrebbe interagire con il sistema immunitario dell’organismo, alterando la risposta infiammatoria e favorendo la crescita e l’adesione delle cellule endometriali al di fuori della cavità uterina.

Tuttavia, è importante sottolineare che la presenza di Fusobacterium non è stata riscontrata in tutte le donne affette da endometriosi, e la sua associazione con la malattia non è ancora del tutto compresa. Ulteriori ricerche sono necessarie per comprendere meglio il ruolo di Fusobacterium e di altri batteri nell’endometriosi, al fine di identificare possibili strategie diagnostiche e terapeutiche mirate

Perché Endocure si rivela il nutraceutico d’elezione per coadiuvare il trattamento dell’endometriosi?

Seppure non abbiamo ancora prove scientifiche valide per individuare la terapia farmacologica per il trattamento della patologia dell’endometriosi, possiamo basare il nostro approccio su quelli che sono gli studi clinici a nostra disposizione. 

In Sestre siamo molto attive in tal senso.

Infatti ci battiamo costantemente, affinché si effettuino sempre più ricerche in questo ambito in modo tale che le donne possano avere sempre più soluzioni terapeutiche ed alternative naturali per coadiuvare la malattia e aumentare la loro qualità della vita.

In collaborazione, infatti, con il nostro Comitato Scientifico guidato dalla professoressa Corbo abbiamo avviato due studi, uno condotto presso i laboratori dell’Università di Bari e l’altro, più clinico, che si sta avviando al Policlinico di Bari con la preziosa collaborazione del Professor Cicinelli.

Ma uno degli studi che più di tutti ha aiutato Sestre a formulare l’integratore Endocure, è stato lo studio osservazionale condotto su 159 donne con diagnosi certa di endometriosi nonché clienti di Sestre. 

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Endocure

Endocure infatti oltre ad avere un approccio olistico sull’endometriosi, agendo sulla maggior parte dei meccanismi d’azione compromessi delle donne con diagnosi certa, contiene al suo interno la propoli, il cui principio attivo è la Crisina. 

I flavonoidi contenuti nella propoli hanno proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e antibatteriche

Studi in vitro hanno dimostrato che la crisina contenuta nella propoli, stimola un aumento dell’apoptosi e una diminuzione della proliferazione nelle cellule endometriosiche umane. 


Ryu S, Bazer FW, Lim W, et al. Chrysin leads to cell death in endometriosis by regulation of endoplasmic reticulum stress and cytosolic calcium level. J Cell Physiol. 2019 Mar;234(3):2480-2490. 

Sicuramente l’ultimo studio condotto dal professor Yutaka Kondo può avvalorare maggiormente l’utilizzo della Propoli per il trattamento dell’endometriosi molto probabilmente per la attività antibiotiche a antibatteriche che essa vanta. 

Nel prossimo articolo scientifico parleremo nel dettaglio della propoli e dei suoi utilizzi, e tutti gli studi bibliografici a supporto. 

Mai quanto per l’endometriosi è fondamentale continuare a informarsi per essere sempre più di supporto alla donne che soffrono di questa patologia. 

Entra nella Community Scientifica

Tante sono le ricerche in corso in questo ambito ma tanto c’è ancora da fare per inquadrare sempre di più questa patologia non solo dal punto di vista clinico ma anche attraverso un approccio multi disciplinare che veda  coinvolti sempre più professionisti con l’obiettivo comune, emerso dal convegno, di ridurre il più possibile l’intervento chirurgico e limitarlo a quelle casistiche particolari ove non c’è alternativa.

Per fare ciò è necessaria una conoscenza approfondita di diversi ambiti che può realizzarsi soltanto grazie alla collaborazione di figure specialistiche differenti che vadano dall’esperto in integrazione, alla nutrizionista esperta in fertilità ed endometriosi, al medico chirurgo, ecografista specializzato e fisioterapista specializzato nella riabilitazione del pavimento pelvico alla figura dello psicologo ed altri ancora.

Lo scambio di conoscenza tra professionisti rimane uno strumento potentissimo per acccelerare la ricerca, la Community scientifica di sestre ha come obiettivo quello di generare formazione continua ma soprattutto scambi e crescita per fornire sempre più soluzioni efficaci a vostra disposizione. 

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