Nutriamo la fertilità: intervista ad Anna Borraccino

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Per la Giornata Mondiale della Salute abbiamo intervistato in diretta Instagram una grande esperta di nutrizione e fertilità, la D.ssa Borraccino. Leggi l'intervista completa!

La Dott.ssa Anna Borraccino, specializzata nel controllo della fertilità a partire dall’alimentazione, è stata nostra ospite per un’intervista esclusiva in diretta online sul nostro canale instagram.

Laureata in Biologia, con Master in Medicina, Chirurgia e Biologia della Riproduzione, è una nutrizionista libera professionista che opera a Barletta, Bari, Roma e Bologna, con esperienza rivolta in particolare al mondo della fertilità, femminile e maschile.
Il concepimento è stato per lei da sempre motivo di studio laboratoriale, ma negli ultimi anni ha cercato di avvicinarsi quanto più possibile al contatto con il paziente, fino ad arrivare alla scelta della libera professione come nutrizionista, che l’ha portata fino a noi oggi.

La D.ssa Borraccino consiglia l’utilizzo dei nostri integratori, e ieri, in occasione del 70° anniversario della Giornata Mondiale della Salute, ha risposto a tantissime domande sul mantenimento del controllo ormonale e nutrizionale nel periodo di avvicinamento alla gravidanza.

Ecco l’intervista di ieri in diretta Instagram condotta da Sabrina Fiorentino, Chimica Farmacista e CEO di Sestre:

il latte e i latticini nell'alimentazione

Grazie Dottoressa di aver accettato il nostro invito, siamo ben felici di vedere che in tanti hanno fatto già domande sull’argomento.
Alla luce del nostro obiettivo, ovvero mantenere un equilibrio ormonale che possa avvantaggiare la comparsa di uno stato di gravidanza, cosa consiglia di utilizzare quotidianamente a livello nutritivo? Per esempio sul latte, che è un alimento largamente consumato quotidianamente, cosa ci può dire?

Riguardo il latte ci sono molti studi a favore e contrari. Sul consumo giornaliero del latte io non sono molto d’accordo. Sebbene certamente sia importante dal punto di vista del contenuto in calcio, anche se può essere sostituito da tanti altri elementi (non per ultimo l’acqua!), il latte è fondamentale fino alla pubertà. Dopo quella fase, sono importanti i latticini senz’altro, ma il consumo di latte ogni giorno a mio avviso non è tra le indicazioni ottimaliSconsiglio dunque un consumo frequente come quello che si deve mantenere durante la crescita.

Invece sui latticini, la scelta di uno yogurt privo di grassi ha senso per una questione di controllo ormonale?

Ogni caso è a sé stante: varia in base alla storia clinica e agli obiettivi che si vogliono raggiungere. Di certo possiamo dire che gli ormoni steroidei derivano dai grassi, dal colesterolo in particolare, anch’esso da sempre demonizzato ma che anche in questo caso bisogna capire la  frazione di colesterolo totale di cui parliamo.

Il colesterolo, nei giusti valori,  è dunque fondamentale per produrre gli ormoni, quindi ad esempio nella scelta dello yogurt, è preferibile il consumo di yogurt intero allo yogurt magro.

Per un discorso di perdita di peso o di aumento della fertilità, si ha l’abitudine di eliminare quasi del tutto i grassi pensando che questi possano fare male. In realtà tutto dipende dal corretto bilanciamento di questi ultimi con il resto degli alimenti in apporto in una dieta equilibrata.

Dipende molto anche da come vengono distribuiti durante la giornata: se vengono consumati la mattina, dal punto di vista metabolico vengono meglio gestiti e smaltiti dal nostro organismo. La sera, al contrario, il cortisolo è più alto e fa più difficoltà a gestire il bilanciamento ormonale.

Per chi è intollerante al lattosio, invece, cosa consiglia?

L’ideale sarebbe cercare di consumare i latticini privi di lattosio, ma più che quelli privati in fase di trasformazione del lattosio, quelli che lo sono in maniera naturale. Il parmigiano reggiano, per esempio, per il tipo di trasformazione che subisce è del tutto privo di lattosio.

Il parmigiano oltretutto per il tipo di caseine che contiene, stimolanti del sistema immunitario, diventa utile anche in casi di patologie autoimmuni, o nell’instaurarsi della gravidanza: nel mio ultimo articolo sul sito ho parlato di come in effetti sia importante il sistema immunitario nei processi di attecchimento dell’embrione. Quando ha inizio la gravidanza, nella donna avviene uno shift del suo sistema immunitario (da TH2 a TH1) variazione che porta a rendere il sistema immunitario meno iper-reattivo e facilitare l’attecchimento dell’embrione. In quest’ottica il consumo di alimenti che stimolano il sistema immunitario, favorisce il processo di gravidanza

Tornando allo yogurt: consumare quindi uno yogurt greco intero è consigliato al mattino per colazione come abitudine quotidiana?

Assolutamente si, per altro lo yogurt greco è di derivazione caprina e al contrario di quello da latte vaccino è certamente più salutistico. In Grecia, poi, gli allevamenti sono molto meno intensivi, gli animali restano al pascolo all’aperto. Questo naturalmente favorisce la disponibilità di bionutrienti all’interno del corpo dell’animale, che ritroviamo poi nel suo latte. I derivati dunque di quel latte saranno di qualità molto diversa rispetto ad animali cresciuti in un regime intensivo, che non tiene conto del benessere animale portandoli a stress muscolare.

Se pensiamo che noi già di base viviamo una vita stressante, in più magari prendiamo medicinali come la pillola anticoncezionale…tutte cose che riducono il quantitativo di micro e macro nutrienti disponibili nel nostro organismo. Se ci nutriamo di alimenti che a loro volta non li contengono, è come un cane che si morde la coda e non usciamo più da questa situazione di “bio-INdisponibilità”. Non riusciamo a produrre vitamine e amminoacidi non essenziali, per cui ci alimentiamo ma non traiamo beneficio dall’alimentazione.

In quest’ottica l’integrazione può essere un’interessante svolta, perché in quel modo riusciamo a gestire un equilibrio ormonale che per certi obiettivi è fondamentale, come quello dello sviluppare uno stato di gravidanza.

Per chi è insulinoresistente, invece?

I latticini sono insulinogenici (incrementano i valori di insulina nel sangue), quindi bisognerebbe fare attenzione. A seguito del consumo di questi alimenti si può avere un alto picco insulinico, a differenza di quello che si potrebbe avere da altri composti, per esempio proteici, provenienti da carne o uova. Quindi bisogna saperli abbinare in questo caso.

Per esempio lo yogurt avendo un quantitativo di latte minimo (utile nella preparazione dei latticini per i soli processi fermentativi), rispetto alla mozzarella o alla ricotta, l’impatto che ha sull’insulina è notevolmente inferiore.

Gestione intestinale: consigli di fertilità

intestino fertilità

Sulla gestione intestinale, poi, che altro ci può dire?

Spesso quando ci sono patologie come il colon irritabile, consiglio a molte pazienti non solo un’alimentazione controllata che si basa sul controllo intestinale, ma anche un’integrazione come quella di Integra colon.

Normalmente preferisco partire dal ripopolamento della flora intestinale, ecco perché fattori prebiotici come quelli contenuti in Integra colon sono di grande supporto. Qualora la situazione con l’alimentazione prima e l’integrazione poi, non dovesse modificarsi, consiglio sempre l’utilizzo di probiotici che come dico sempre agiscono come un “pronto intervento”.

Tutto questo sempre inseguito a una valutazione del funzionamento intestinale, perché uno degli errori più frequenti soprattutto nell’integrazione di probiotici, è quello di consigliare un qualsiasi tipo di probiotico. In realtà si è visto che i probiotici possono essere specifici sui sintomi del paziente: nei pazienti che presentano dissenteria per esempio, c’è una determinata tipologia di ceppo batterico che riduce queste conseguenze, diversa da quella da dare al paziente che per esempio soffre di meteorismo.

Infatti non consiglio mai di andare in farmacia e chiedere un qualsiasi fermento lattico, ma piuttosto valutare sempre i sintomi e in base ai ceppi batterici decidere quale utilizzare, naturalmente sotto consiglio di un professionista. Per esempio adesso esistono probiotici che migliorano la situazione anche dal punto di vista glicemico, utile in caso di insuliresistenza.

Il compito del professionista e del farmacista dovrebbe infatti essere quello di customizzare l’integrazione, motivo per cui sostengo l’azienda Sestre che mira proprio alla personalizzazione degli integratori.

LE VITAMINE DELLA FERTILITÀ

vitamine

Programmazione di un transfer: trasferimento embrionale programmato da qui a 15 giorni affiancato da terapia farmacologica. Ci è stato chiesto se ha senso continuare ad assumere tutti gli integratori precedentemente consigliati. Naturalmente dal mio punto di vista di farmacista, quello che ho consigliato è sempre fare riferimento all’obiettivo finale per capire la situazione nel dettaglio. In questo caso in cui al fine di un concepimento si sta già seguendo una terapia farmacologica importante, io sconsiglio di appesantire l’organismo con altre sostanze da integrazione, ed è più giusto invece attuare una protezione prima della terapia farmacologica, mettendo l’organismo nelle condizioni ideali per affrontare la terapia, compensandone le carenze.

Certo, giustissimo. Prima del transfer, aggiungo, sarebbe utile assumere vitamina D. La vitamina D è una vitamina ormonale e che al tempo stesso indirizza il sistema immunitario su dove agire in maniera più dettagliata. Lo sostiene quindi soprattutto quando ci sono patologie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto o il morbo di Crohn, e nel caso del transfer la vitamina D sostiene fortemente il sistema immunitario in quel momento di shift del sistema immunitario della madre precedentemente descritto.

 

Quali sono le vitamine essenziali che dovremmo tenere sotto controllo per una gravidanza?

Possiamo distinguere due situazioni:

FECONDAZIONE ASSISTITA

In linea generale le vitamine fondamentali da tenere sotto controllo sono:

  • Tutto il complesso delle vitamine del gruppo B, in particolare la B12 soprattutto se è stata assunta per molto tempo la pillola anticoncezionale che tendenzialmente riduce l’apporto di vitamina B12, fondamentale dal punto di vista ematico e quindi nella produzione dei globuli rossi.
  • Vitamina D
  • Vitamina E per una questione di qualità ovocitaria: in questo caso infatti è bene preservare il più possibile la qualità della cellula uovo che verrà poi portata a fecondazione, per aumentare la possibilità di arrivare al concepimento.

NORMALE TENTATIVO DI CONCEPIMENTO

  • Vitamina D
  • Acido folico
  • Vitamina B12
  • Zinco e Selenio, mai zinco da solo, ma sempre associato al selenio perché facilità la funzionalità della tiroide, fondamentale nella produzione degli estrogeni

Ma queste vitamine conviene prenderle solo se siamo carenti o anche se semplicemente vogliamo arrivare a una gravidanza?

Io consiglio di dosare sempre, quindi prima valutare la situazione clinica. Così facendo personalizzo l’integrazione.

Ed in condizione di trombofilia?

Bisognerebbe valutare il pannello trombofilico, quindi quali sono le mutazioni presenti. Sulla mutazione MTHFR, di cui parlo in un articolo sul mio sito, sarebbe ottimale l’integrazione dell’acido folico in forma attiva, quindi come folato.

In una situazione di trombofilia, in fecondazione assistita bisogna garantire il maggior afflusso di sangue possibile all’utero prima e ad impianto avvenuto anche alla placenta, quindi per questo tipo di gestione è giusto rimandare al consiglio ginecologico.

Per la sindrome da ovaio policistico?

Di sicuro tutti i prodotti contenuti in Integra fert, sono ottimali.

La vitamina B12, poi, per l’ovaio micropolicistico è fondamentale, così come l’inositolo, però anche qui bisognerebbe valutare il caso a 360 gradi. C’è una particolarità del paziente dal punto di vista glicemico? C’è una condizione di sovrappeso? Il ciclo è regolare? Ecco che viene nuovamente fuori come l’integrazione non può essere fatta a caso, ma deve essere mirata sulla base della storia clinica.

Quanto tempo prima consigliate gli integratori in caso di PMA (fecondazione assistita)?

Consiglio almeno 3 mesi prima, perché sia l’alimentazione che l’integrazione agiscono, in caso di disturbo della fertilità, sulla qualità ovocitaria.

La donna impiega 84 giorni per far maturare l’ovocita. Gli spermatozoi nell’uomo, invece, impiegano 90 giorni per maturare. In questi tre mesi totali, l’integrazione e l’alimentazione controllata hanno i loro effetti perché naturalmente mediante il circolo sanguigno raggiungono le gonadi ed espletano la loro funzione integrativa.

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