Prevenzione infertilità maschile: cause dell’infertilità maschile

Circa una coppia su 10 ha problemi di fertilità, non riuscendo a concepire dopo un anno di rapporti non protetti. Nella metà dei casi il problema è anche maschile e nel 20% lo è esclusivamente. Approfondiamo l’argomento e scopriamo quali strategie mettere in atto per preservare la fertilità maschile!

Di cosa parla questo articolo?

Seppure tanto ad oggi si conosce sulla prevenzione della fertilità femminile, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la controparte maschile. L’argomento è rimasto indiscusso per troppo tempo ma è il momento di iniziare a parlarne! Vediamo cosa si intende per infertilità maschile e come preservarla.

Infertilità maschile

L’infertilità maschile corrisponde a una ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, dovuta a anomalie nella produzione degli spermatozoi in termini di quantità e qualità (ridotta motilità, alterata morfologia, DNA danneggiato).

Può essere di tipo primario, quando l’uomo non ha indotto gravidanze in precedenza, o secondaria, quando è già successo.

Distinguiamo l’infertilità dalla sterilità, che si realizza nel momento in cui nel liquido seminale gli spermatozoi sono assenti, in numero ridottissimo e/o morti oppure quando non c’è eiaculazione.

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Le Cause dell'infertilità maschile

Le cause dell’infertilità maschile possono essere diverse e possiamo distinguerle in cause:

  • pre-testicolari, come malattie dell’ipotalamo, dell’ipofisi o altre malattie endocrine
  • testicolari, dovute a alterazioni della produzione degli spermatozoi
  • post – testicolari con alterazioni delle vie seminali e disfunzioni sessuali

Può essere dovuta a cause genetiche, infezioni uro-seminali, varicocele, utilizzo di farmaci, malattie sessualmente trasmesse, inquinanti ambientali.

Negli ultimi anni è emersa anche una correlazione tra infertilità maschile e aumento delle temperature: le temperature sempre più alte delle nostre estati hanno un’influenza negativa sulla qualità del liquido seminale. Gli spermatozoi si “riproducono” in maniera ottimale a 34,5° e variazioni, anche minime, determinano un rallentamento della formazione degli spermatozoi con conseguente diminuzione della fertilità. Anche solo evitare biancheria intima e indumenti stretti permetterebbe di mantenere una temperatura ideale a livello testicolare.

Importantissimo anche nella prevenzione dell’infertilità maschile è lo stile di vita condotto. Per questo, evitare di fumare, condurre una vita attiva, mantenersi normopeso, seguire un’alimentazione sana ed equilibrata, ridurre gli alcolici sono raccomandazioni che aiutano la normale funzionalità riproduttiva.

Nonostante ad oggi sia ancora un tabù, il controllo dall’andrologo deve iniziare fin da giovani. Oggi gli uomini si recano dall’andrologo solo con problemi di salute conclamati o anni di tentativi di concepimento falliti. La prevenzione andrologica andrebbe attuata fin dalla più giovane età, considerando il peso che l’infertilità maschile ha sul soggetto e eventualmente sulla vita di coppia nella progettazione familiare. Ma vediamo in cosa consiste la prevenzione andrologica!

Prevenzione Infertilitù Maschile

In generale, la prevenzione comprende l’insieme delle misure che riducono gli effetti dovuti a fattori di rischio o a una certa patologia. Si definiscono 3 livelli di prevenzione, che in ambito andrologico possiamo declinare come:

  • prevenzione primaria con la finalità di ridurre o eliminare i fattori di rischio nella popolazione generale (alcuni esempi, sono i programmi di screening andrologico);
  • prevenzione secondaria per identificare eventuali patologie più rapidamente e migliorare la possibilità di cura;
  • prevenzione terziaria per ridurre le complicazioni di patologie ormai conclamate.

La prevenzione primaria è sicuramente l’intervento più efficace e auspicabile, per questo spesso integrata nei programmi del sistema sanitario nazionale.

Ma, come sappiamo bene noi di Sestre, la nutraceutica viene in nostro soccorso per prevenire carenze e coadiuvare situazioni patologiche. Questa volta ci soffermiamo sul licopene, prezioso nutriente presente all’interno dei pomodori.

Il Licopene che cos'è?

Il licopene è un nutriente che in termine tecnico si chiama “carotenoide”, presente in molta frutta e verdura e a cui conferisce il colore rosso. Particolarmente abbondante è nel pomodoro e suoi derivati, ma anche nell’anguria, nel pompelmo rosa e nell’albicocca.

Esercita una potente azione antiossidante che, come detto più volte, è la capacità di contrastare lo stress ossidativo, responsabile di danni e invecchiamento a livello di cellule e tessuti. Per questo motivo viene spesso utilizzato negli integratori consigliati per la prevenzione di alcune forme tumorali, malattie cardiache e arteriosclerotiche.

Licopene e fertilità maschile

Nel 2019 la rivista European Journal of Nutrition ha pubblicato uno studio condotto presso l’università di Sheffield che ha messo in correlazione il licopene con la fertilità maschile.

Lo studio è stato condotto su 60 uomini sani e ha previsto la somministrazione di lactolicopene, il principio attivo del licopene. Ne è risultato che agisce migliorando la motilità e la morfologia degli spermatozoi. Dunque, un toccasana per la fertilità maschile!

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