Dieta chetogenica e fertilità: aumenta la fertilità femminile?

La dieta chetogenica può aumentare la fertilità femminile e in che modo? In questo articolo troverai un interessante studio scientifico per fare chiarezza su questo tema!
Dieta chetogenica e fertilità

Di cosa parla questo articolo?

Circa il 15% delle coppie in Italia non riesce ad avere figli a causa dell’infertilità di coppia.

Sono diversi gli studi scientifici che hanno indagato la relazione tra il regime alimentare e l’aumento della fertilità. In modo particolare della relazione tra dieta chetogenica e fertilità femminile.

Scopriamo insieme cosa dice la scienza e partiamo capendo fino in fondo che cos’è la dieta cheto e in che modo agisce sul nostro organismo!

Che cos'è la dieta chetogenica?

La dieta cheto è un regime alimentare che limita gli alimenti ad alto contenuto di carboidrati, come:
  • frutta e verdura amidacea
  • pane
  • pasta
  • cereali
  • zucchero
in favore di un aumento degli alimenti chetogenici, vale a dire alimenti ad alto contenuto di grassi e proteine, come:
  • pesce
  • carne
  • uova
  • semi oleosi
  • avocado

In cosa consiste nello specifico la dieta chetogenica e che effetti ha sul nostro organismo?

L’obiettivo delle diete chetogeniche è quello di portare il nostro corpo a scomporre i grassi piuttosto che i carboidrati come fonte di energia primaria. Infatti, riducendo l’apporto dei carboidrati, il nostro organismo potrà servirsi soltanto dei grassi per permettere al corpo di svolgere le sue funzioni vitali. Quando si verifica questa condizione, si dice che il corpo si trova in uno stato di chetosi.  Quando si segue un regime alimentare di tipo chetogenico è fondamentale tenere sempre sotto osservazione lo stato di chetosi per non eccedere e finire in uno stato definito “cheto-acidosi” altamente tossico per il nostro organismo.

Alcuni medici consigliano le diete chetogeniche per aumentare la fertilità femminile, scopriamo cosa dice la scienza in merito!

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Dieta per perdere peso e PCOS

Uno dei fattori di rischio della fertilità è l’obesità.

Perdere peso, infatti, favorisce la ripresa dell’ovulazione nel 90% delle donne, con un successivo tasso di gravidanza spontanea del 25%.

La PCOS è una delle patologie della sfera ormonale femminile molto spesso associata a sindrome metabolica, obesità e infertilità. 

Secondo gli studi,  le donne che consumano molti carboidrati hanno un rischio di infertilità ovulatoria del 78%.

Uno dei più grandi studi fatti sino ad oggi è il Nurses’ Health Study II (NHS II).

Durante questo studio sono state analizzate 19.000 donne con infertilità ovulatoria, ed è stato dimostrato che una perdita di peso del 5% ha migliorato la fertilità nelle donne obese e ridotto il tasso di aborto spontaneo.

Lo studio ha anche mostrato che il consumo di proteine animali era associato a un rischio maggiore del 20% di infertilità ovulatoria mentre il consumo di proteine vegetali era associato a un rischio inferiore del 43%.

“Specifically, women with high levels of carbo- hydrate consumption had a 78% greater risk of ovulatory infertility. The study also showed that consumption of animal protein was associated with a 20% higher risk of ovulatory infertility while con- sumption of vegetable protein was associated with a 43% lower risk “

La dieta chetogenica in caso di PCOS

Come dimostrato dallo studio visto nel precedente paragrafo, la dieta chetogenica garantisce dei benefici nelle donne che soffrono della sindrome dell’ovaio policistico e per la loro fertilità.

Per quale motivo?

Un meccanismo coinvolto nella chetogenica che può favorire alcuni processi fisiologici che influenzano la qualità ovocitaria è l’attività mitocondriale. 

Infatti molti studi hanno dimostrato come una dieta chetogenica possa aumentare l’attività mitocondriale e la resistenza allo stress ossidativo, due condizioni ideali per migliorare la qualità degli ovuli. 

Dieta chetogenica effetti collaterali

Sebbene sia plausibile il meccanismo mitocondriale coinvolto, l’associazione tra dieta chetogenica ed aumento della fertilità rimane ancora poco studiata e non chiara.

Chavarro nei suoi articoli ha confermato la potenziale utilità della dieta nel trattamento dell’infertilità ovulatoria ma ha anche evidenziato i suoi rischi.

Lo studio mostra che le donne che consumano quantità significative di grassi trans-insaturi hanno un rischio quasi 2 volte maggiore di disfunzione ovulatoria.

I grassi insaturi si trovano comunemente negli alimenti e negli snack preparati o confezionati e anche in alcuni grassi animali. 

Dal momento che la chetogenica originale non descrive quali fonti di grasso dovrebbero essere consumati per  la dieta, diventa molto elevato il rischio di assumere eccessive quantità di grassi trans polinsaturi, che vanno ad ostacolare ulteriormente la fertilità femminile.

Inoltre, un recente studio sugli animali ha mostrato che i topi alimentati con una dieta ricca di grassi, dimostrano un aumento dell’anovulazione e una diminuzione dei tassi di fecondazione in vivo rispetto ai topi alimentati con una dieta standard.

L’analisi delle ovaie di topo ha rivelato la presenza di depositi lipidici anormali, che sembrano essere associati a patologia mitocondriale.

Questi risultati dimostrano gli effetti dannosi di elevate quantità di grassi alimentari che portano alla tossicità ovarica diretta e alla successiva subfertilità.

A questi effetti si aggiungono una serie di altre complicazioni, come:

  • costipazione
  • ipoglicemia
  • affaticamento del fegato
  • peggioramento della qualità della vita

Seguire infatti un regime alimentare chetogenico compromette la socialità dell’individuo che deve pesare ogni alimento per raggiungere lo stato di chetosi  ma controllarlo in maniera analitica per non superarlo perchè potrebbe diventare pericoloso.   

I consigli delle Dott.sse Sestre per la dieta chetogenica e la fertilità

Abbiamo visto nei paragrafi precedenti quanto la dieta chetogenica e la fertilità non sempre siano compatibili. Ricordandovi che è fondamentale analizzare caso per caso con un* nutrizionista se e come iniziare una dieta chetogenica per la fertilità, le nostre Dottoresse di Sestre hanno raccolto 3 consigli fondamentali per vivere al meglio questa particolare dieta.

1. Falla solo se ne hai realmente bisogno

La dieta chetogenica, data la sua complessità, viene raccomandata soltanto in specifici casi, per esempio in casi di obesità o di Sindrome da Ovaio Policistico (PCOS), e sempre sotto stretto controllo di un* professionista.

2. Seguila per un periodo di tempo limitato

Come abbiamo detto, perché la dieta chetogenica abbia i suoi effetti, è necessario che il corpo sia in uno stato. dichetosi. Data la difficoltà e la precisione necessarie a raggiungere e mantenere questo stato, raccomandiamo. di seguire questa dieta per un tempo limitato (non più di un 2-3 mesi) e di essere sempre sotto stretto controllo medico.

3. Assumi i giusti integratori per combattere gli effetti collaterali

Durante un regime alimentare cheto è fondamentale prendersi ancora più cura del proprio organismo per sostenerlo al meglio, soprattutto se si sta ricercando una gravidanza! L’obiettivo di integrazione deve essere quello di contrastare gli effetti collaterali della dieta cheto:
  • stitichezza
  • ipoglicemia
  • affaticamento del fegato
Per farlo, dunque è necessario assumere le giuste quantità di:
  • Inulina di cicoria per equilibrare la presenza del microbiota intestinale e migliorare la motilità intestinale
  • Cromo per regolare i livelli di zuccheri nel sangue e ridurre i rischi di ipoglicemia legati allo stato di chetosi
  • Carciofo e finocchio, che sinergicamente proteggono il fegato da un eccessivo sovraffaticamento, grazie alla loro attività epatoprotettiva

Dove trovare tutti questi nutrienti in un unico integratore per la dieta chetogenica, 100% naturale e made in Puglia? 

Sestre Colon

Ricco di Inulina di Cicoria e di Quercetina, Sestre Colon è il miglior integratore per combattere la stitichezza, proteggere il tuo microbiota e prevenire le infiammazioni che spesso causa uno stato di chetosi prolungato.

 

Sestre Colon è ricco anche di estratto di carciofo, finocchio e broccolo, super indicato per prevenire la ritenzione idrica e problemi gastrointestinali.

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